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Alcuni aspetti pratici ed organizzativi !

 

La Via Francigena è un'avventura unica ed emozionante, ma non sempre facile. Oltre ad un'adeguata preparazione atletica ed a una forte motivazione personale è necessario anche una buona organizzazione tecnico-logistica.


Essere pellegrini è una condizione particolare, che richiede forza interiore e spirito d'adattamento, ma ciò non significa certamente andare allo sbaraglio.


Innanzitutto è bene tener presente che la segnaletica lungo la Via è ancora incompleta e talvolta confusionaria. Se il Cammino di Santiago è perfettamente segnalato con la flecha amarilla (la freccia gialla), per la Via Francigena ancora si deve fare molto e non è raro trovare tratti senza alcun indicazione, nonostante la “certificazione” di un itinerario ufficiale, riconosciuto dal Governo italiano e dalle Amministrazioni locali, che si propone di aiutare il pellegrino ad orientarsi.

 



 


I segnali però, al momento, risultano "a macchia di leopardo", e non sempre sono conformi alla segnaletica ufficiale che prevede 3 tipologie di cartelli:

 

Il  tipo D - Cartello stradale - è un cartello conforme al codice della strada, e che viene quindi installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore;
Il tipo E - Cartello escursionistico- è un piccolo cartello che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri non soggetti al codice della strada
Il tipo F  - Segnavia escursionistico -è un supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia. E’ stato concepito sia come segnavia di conferma, sia come segnale direzionale da installare in aree di particolare pregio ambientale.

Per prima cosa, dunque, è necessario procurarsi una mappa molto dettagliata della Via. A questo proposito può essere utile la cartografia - scaricabile dai siti www.associazioneviafrancigena.com o www.francigenalibrari.beniculturali.it - costituita da 40 road book completi di mappe in scala 1:25.000, che descrivono ogni tappa minuziosamente.


Altro "problema" da affrontare riguarda l'ospitalità e l'accoglienza. Se sul Cammino si incontrano frequenti "albergue", per la via Francigena non è per nulla così. Non è sempre facile trovare la struttura adatta. In genere si ripiega su ostelli (con prezzi congrui per un normale visitatore, ma spesso alti per un pellegrino) o parrocchie (dove è necessario dare un'offerta).

 



 


Un elenco delle strutture ricettive può essere scaricato dal sito dell’AEVF - Associazione Europea delle Vie Francigene (www.viefrancigene.eu), ma è bene ricordare che è sempre meglio avvisare del proprio arrivo con un giorno d'anticipo. Si ricorda che per avere ospitalità nelle parrocchie è necessario portare con sé le credenziali del pellegrino.

 

Agli ostelli ed alle parrocchie esiste anche un'alternativa: l'accoglienza in case private. Ad esempio, sul sito www.couchsurfing.org, noto a livello mondiale per lo scambio gratuito di ospitalità, alla pagina http://www.couchsurfing.org/group.html?gid=19653, vi è un gruppo che si impegnando alla costruzione di una rete di ospitalità gratuita, volontaria e laica lungo la Via Francigena.

 

 



 


 


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