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Storiadella Via Francigena!

 

Fin dal Medioevo, migliaia e migliaia di persone attraversavano l’Italia, percorrendo soprattutto le strade consolari romane, per recarsi a Roma in visita alla tomba dell'apostolo Pietro, oppure per raggiungere il porto di Brindisi ed imbarcarsi per la Terra Santa  (spesso dopo esser passati per il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia).


In epoca post-carolingia, molti pellegrini che valicavano le Alpi superando il Colle del Moncenisio, provenivano soprattutto dalla terra dei Franchi. Ecco spiegata l'origine del nome della strada Francigena che, gradualmente, si inserì in quel sistema viario (spesso costituito da semplici percorsi) che disegnava la mappa dei principali luoghi di spiritualità del tempo.


Citata già nell'876 (quando venne nominata per la prima volta in un antico documento – un atto relativo ad un affitto – ad oggi conservato nell'Abbazia di S. Salvatore del Monte Amiata), molti documenti storici d'archivio attestano l'esistenza della Via Francigena facendo riferimento a diversi tratti di strada battuti da pellegrini.


Infatti, questo tracciato religioso, venne abbozzato con l'entrata dei Longobardi in Italia alla fine del settimo secolo. Questo popolo iniziò a percorrere abitualmente l'antica Via Romana Parma-Lucca, la via Aemilia Scauri, che venne chiamata la via del Monte Bardone (il Mons Langobardorum) e che si configurò come l'arteria che diede origine alla futura Via Francigena.


Investita dallo sviluppo e dal diffuso benessere che caratterizzò l'Europa sulla fine dell'anno 1000, la Via iniziò ad essere percorsa oltre che da re ed eserciti (alla conquista del Sacro Sepolcro), da mercanti e pellegrini ed iniziò ad apparire come un percorso di fede e di crescita personale e spirituale, di una "ricerca della Perduta Patria Celeste".


La più antica, autentica e significativa relazione di viaggio (datata 990) lungo questa Via della Fede è quella che narra il pellegrinaggio (da Canterbury verso Roma) compiuto dal vescovo Sigerico.
L'itinerario lungo 1600 km e suddiviso in 80 tappe fu percorso in 79 giorni dal religioso e coincide a grandi linee con quello che modernamente è nota come Via Francigena.


La via di Sigerico  toccò 34 città e circa 45 paesi e borghi siti tra Italia (Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Val d'Aosta), Svizzera, Francia e Inghilterra.


Altro itinerario storicamente importante è quello di Nikulás da Munkaþverá, abate islandese vissuto nel XII secolo che raccontò nel nel Leiðarvísir (Itinerarium) il suo pellegrinaggio dall’Islanda in Terra Santa avvenuto con ogni probabilità tra il 1152 ed il 1153.


Il viaggio del monaco ha inizio in Islanda e prosegue, via mare, lungo le coste della Norvegia  e della Danimarca. L'abate, a differenza del Vescovo Sigerico, non entra in Francia, bensì attraversa la parte occidentale della Germania e risalendo il corso superiore del Reno, raggiunge la Svizzera e poi l'Italia. L'itinerario italiano non discosta molto da quello percorso dal Vescovo di Canterbury, almeno nella parte toscana, in direzione di Roma. Una volta raggiunta la Città Eterna, La parte italiana non differisce sensibilmente da quella di Sigerico nella parte toscana verso Roma, ma poi prosegue lungo l'Appia Traiana per raggiungere l'imbarco dai porti pugliesi fino a toccare le coste ed isole della penisola balcanica, della Grecia, della Turchia e, finalmente, Gerusalemme.


Dagli anni '70, questa Via della Fede, è stata riscoperta e rivalorizzata anche se è sicuramente meno battuta del celebre Cammino di Santiago. Tuttavia l'interesse che suscita è crescente ed è più che mai vibrante. Essa è simbolo dell'identità culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà.


I motivi che spingono a mettersi in cammino sono molteplici e personali. La devozione ed il ricercare una nuova dimensione del proprio credo è senza dubbio un motore importante, ma la religiosità non è l'unica ragione che porta ad abbandonare (almeno momentaneamente agi e comodità) e sfidare se stessi ed i propri limiti.


Percorrere la Via Francigena è un'esperienza di crescita spirituale unica ad altissima valenza culturale: camminando si riscopre il piacere della lentezza, delle cose semplici, ma autentiche del contatto con la natura e con le persone. Allo stesso tempo, si possono ammirare gioielli artistici  ed "immergersi" in un patrimonio culturale ed ospitale ineguagliabile.

 

 

 

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