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Da Mortara a Garlasco


 TAPPA 12: Mortara - Garlasco


Località di partenza : Mortara, stazione ferroviaria FS
Località di arrivo : Garlasco, chiesa S. Maria Assunta
Durata totale tragitto : 5 h 15 minuti
Distanza coperta: 23,6 km
Dislivello in salita: 17 metri
Dislivello in discesa: 34 metri
Quota massima raggiunta: 108 metri  

 



 


Difficoltà e caratteristiche: è un tratto piuttosto lungo, ma non particolarmente difficile, anche se un po'monotono dal punto di vista paesaggistico. Si può percorrere a piedi o in bici (ciclabilità assoluta), anche se le strade pavimentare rappresentano solo 1/5 del percorso. Numerose le strade sterrate e carrareccie.


Dopo aver oltrepassato l'abbazia di Sant'Albino, si attraversano campi coltivati e canali d'irrigazioni fino a raggiungere Tromello, noto almeno dal XII secolo come Tromellum e tappa dell'itinerario di Sigerico. È l'unico punto di ristoro di questa tappa
Infine, si giunge a Garlasco, uno dei maggiori centri  agricoli e commerciali della Lomellina, inserito tra l'altro nel Parco Lombardo della Valle del Ticino,. Paese di origine preromana, custodisce interessanti architetture civili e religiose.


La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, meta finale di questa tappa, si contraddistingue per lo stile corinzio e per la  grandiosa cupola che sormonta le tre navate. Eretta sui resti della primitiva chiesa di S.Maria "intra muros", tra il 1715 e il 1783, ospita al suo interno un meraviglioso altare maggiore realizzato in pregiati marmi policromi, tra cui macchia vecchia, giallo di Siena e verde di Seravezza ed un bel organo, di ottima fattura, costruito nel 1896 dai Fratelli Lingiardi, rinomati organari pavesi.

 



 


Sul retro della Chiesa Parrocchiale sorge, dal XVI secolo, la chiesa di San Rocco, eretta per volere  del conte Giovanni Castiglioni nel 1570.


A 4 km dal centro vi è il Santuario della Madonna della Bozzola, meta di pellegrinaggi. Si narra che fu costruito dopo che, nel 1465, ad una ragazzina sordomuta  apparve la  Beata Vergine Maria che le domandò di far costruire in quel luogo un santuario e la guarì.


Tra le architetture civili, si segnala il Castello, uno dei più importanti della regione (tant'è che per la sua solidità e per la sua posizione strategica ottenne il titolo di "propugnaculum Papiae").


Sorto sui resti di manieri medievali, assunse le attuali forme – tipiche dell'architettura lombardo-viscontea, tra il XIV ed il XV secolo.

 

 



 

 


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